E’ conveniente trasferire un immobile al coniuge in sede di separazione o divorzio?

Spesso, in sede di separazione o divorzio, sorge l’esigenza di trasferire, da parte di un coniuge all’altro, la propria quota di proprietà dell’abitazione familiare o di un altro immobile acquistato in comproprietà.

In tali ipotesi, è conveniente prevedere il trasferimento immobiliare all’interno del ricorso volto ad ottenere la separazione o il divorzio, posto che l’art. 19 della legge n. 74/1987 ha stabilito che tutti gli atti e documenti relativi a tali procedimenti “sono esenti dall’imposta di bollo, di registro e da ogni altra tassa”.

Al riguardo, si è discusso se si possa trascrivere direttamente il provvedimento giudiziale che dichiara la separazione o il divorzio, oppure se si debba passare per il notaio, infatti alcune sentenze della Corte di Cassazione ritengono che il notaio sia l’unico soggetto in grado di accertarsi della conformità catastale, della prestazione energetica e di ogni altra normativa specifica in materia di trasferimenti immobiliari.

Ad ogni modo, anche accogliendo tale ultima tesi, l’atto notarile di trasferimento conseguente alla separazione o divorzio avrà costi decisamente inferiori ad un normale trasferimento, dal momento che le parti dovranno pagare solo l’onorario del notaio e non anche l’imposta di registro, ipotecaria e catastale (che rappresentano i principali costi delle spese relative ai trasferimenti immobiliari).

L’avv, Andrea Dalle Carbonare ha svolto per anni anche gli studi notarili, pertanto è in grado di fornire assistenza completa in tale ambito, vantando anche strette collaborazioni con eventuali altri professionisti che si renderanno necessari. Non esitare a chiedere un preventivo gratuito.

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